12 Luglio 2019, 17:15
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Non buttiamoci problemi sulle spalle

Il dolore alle spalle al giorno d’oggi è molto diffuso, sia nella popolazione più sportiva, sia nei soggetti più sedentari e meno sottoposti a sforzi fisici. Ogni fascia di età può esserne colpita e la sintomatologia spesso è differente da un caso all’altro. Allora come possiamo muoverci per capire meglio la varietà dei problemi che possono presentarsi?

Innanzitutto è bene sottolineare che a livello anatomico la spalla è composta da una molteplicità di articolazioni, e per questo spesso sulle diagnosi mediche si legge il termine “periartrite scapolo omerale”. Con questo termine si va a includere tutto l’insieme delle strutture che compongono la complessa struttura articolare dell’arto superiore. A livello di trattamento però, risulta importante differenziare quale sia la struttura primaria da cui origina il sintomo, in modo da poter agire in maniera mirata.

La spalla è formata principalmente dalla connessione della testa omerale con la fossa glenoidea della scapola, che permette il collegamento del braccio con il tronco. La testa dell’omero è però molto più grande (1/3cc) della fossa glenoidea, e per questo risulta fondamentale la presenza di un labbro glenoideo, di struttura fibrocartilaginea, che serve ad aumentare la superficie articolare. Intorno a essa si trova la capsula articolare, formata anche dall’unione di 2/3 dei tendini dei muscoli della cuffia dei rotatori, e dai legamenti interarticolari.
È facile vedere quanto sia complessa questa struttura, e capire che la sintomatologia possa originare da zone differenti:
• Muscoli (sovraspinato, bicipite, deltoide, borsa, infraspinato, sottoscapolare etc)
• Cervicale (zone di Cloward: disco cervicale che proietta lungo la scapola. Da C4 a C8)
• Seconda vertebra toracica (T2 ha un ramo posteriore che innerva l’articolazione glenomerale posteriormente)
• Visceri (cuore, polmoni, fegato, diaframma)
• Articolazioni Ognuna di queste regioni è meritevole di screening durante una prima visita per orientare correttamente il trattamento, ma in questo articolo
vogliamo soffermarci sulle differenze tra le varie articolazioni e le sintomatologie da esse provocate più di frequente. Come già detto precedentemente, la spalla è un insieme di giunzioni che sinergicamente devono lavorare per permetterne la giusta funzione. Ognuna di esse ha delle peculiarità, che se colte dal terapista può meglio applicare la terapia.
L’articolazione glenomerale presenta solitamente sintomi verticali, che seguono la rima articolare. Il dolore può espandersi nella porzione radiale del braccio, essere molto profondo e sembrare una morsa intorno al bicipite.
L’acromionomerale risulta spesso un sintomo profondo, orizzontale e prende anche posteriormente e lateralmente.
L’acromionclavicolare ha sintomatologia più superficiale, ben localizzabile dal paziente lungo la clavicola stessa o al massimo a livello dello sterno.
Scapolotoracica & 1a costa sono fondamentali per il corretto movimento su tutti i piani dell’articolazione della spalla. Durante l’esecuzione del gesto infatti, la scapola stessa permette l’orientamento migliore dell’articolazione gleno-omerale nello spazio.

rugby


Tutta questa premessa spiega per quale motivo il dolore alla spalla può colpire i soggetti più vari. Infilarsi un maglione, portare a spasso il cane, allacciarsi il reggiseno, stirare e pettinarsi, sono tutte azioni che potenzialmente potrebbero scatenare dei sintomi. Ovviamente ci sono alcune attività che più predispongono il paziente a danni, quali sport traumatici (hokey, football, rugby), sport con movimenti ripetuti dell’arto superiore (golf, baseball) specialmente se over-head (pallavolo , pallanuoto, basket, lanciatori). In questi casi diventa fondamentale capire se ci sono delle lesioni strutturali e se il controllo motorio complessivo della muscolatura è sufficiente rispetto allo sforzo e all’attivazione richiesta. Nel caso non sia così, abbinato al trattamento riabilitativo, sarà importante impostare un lavoro con un professionista per il recupero del corretto equilibrio muscolare.
Non solo gli sport, ma anche alcuni lavori sono predisponenti per patologie di spalla, come l’imbianchino, il muratore e tutti quei lavori che
costringono a mantenere a lungo le braccia sollevate sopra la testa o a spostare carichi pesanti. Nel caso d’impieghi in cui i carichi siano più leggeri, ma i gesti da compiere siano molto ripetitivi, i microtraumi prolungati possono sfociare in infiammazioni o lesioni degenerative.
A prescindere che tu sia uno sportivo professionista o un lavoratore e sportivo amatoriale, attendere che i dolori passino da soli non è mai la strategia vincente, anche se alcune volte può andar bene ed essere così.
Più compensi e squilibri si creano, più le debolezze della muscolatura già carente aumentano e i danni secondari si faranno sempre più evidenti e la sintomatologia insistente.


Dott. Di Gregorio Alessandro

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