11 Aprile 2019, 15:11
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Non perdiamo la testa

Nella frenesia della vita quotidiana e lavorativa, tante volte sentiamo colleghi e amici lamentarsi della propria “cervicale” o di quel fastidioso male al collo e mal di testa che li perseguita. È bene innanzitutto specificare che la cervicale di per sé non è una patologia, ma una zona anatomica che fortunatamente tutti quanti, sani e non, abbiamo !
A livello storico ed evolutivo infatti, la regione cervicale è nata e cresciuta con l’organismo per permettere al soggetto di relazionarsi con il mondo esterno, mantenere orizzontale lo sguardo nel passaggio dalla quadrupedia alla stazione eretta e ruotare la testa in caso di pericolo per la sua incolumità, garantendo quindi la sopravvivenza della specie.

A livello anatomico si individuano tre macro regioni: cervicale alta, cervicale media e cervicale bassa

Ogni regione è composta da varie strutture con anatomia e funzione differente: corpo vertebrale, archi, processi spinosi, articolazioni intervertebrali, legamenti e dischi vertebrali. Ognuna di queste componentistiche è fondamentale per il corretto funzionamento della struttura, e se va incontro a disfunzione, può causare segni e/o sintomi.
La cervicale alta per esempio può causarne a livello del cranio, come il famoso “mal di testa”, dolori retro orbitali, cefalee e sensibilizzazioni alla luce.
La regione media e bassa invece, possono proiettare i propri sintomi a livello del collo e degli arti superiori. È comune infatti che durante la giornata, i pazienti avvertano problemi nelle zone di riferimento lungo spalle - braccia e mani. Utilizzando il mouse del computer per esempio, l’impiegata può accusare sintomi nella zona del tunnel carpale, il quale poi viene indagato, e magari risulta sano.
Allora cosa pensare? La Signora si è inventata i suoi sintomi? O più probabilmente i suoi problemi derivano da una zona collegata, ma non ancora indagata ?

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Specialmente sul luogo di lavoro, ci sono molti fattori che giocano a favore di determinate patologie. Primo fra tutti, la posizione che si assume. Le giornate passate alla scrivania, davanti al computer tutti storti e magari con la cornetta del telefono appoggiata tra spalla e orecchio per proseguire il compito da svolgere. Per non parlare degli smartphone, che ormai sono parte integrante della nostra giornata, sia lavorativa che non. Ci accompagnano ovunque e ci portano ad assumere una posizione sempre più di flessione con tutta la colonna.
Insomma, questo breve excursus sul mondo della cervicale serve a mettervi curiosità e a far si che nessuno di voi trascuri il proprio corpo e i segnali che esso vi manda, prima di generare una vera e propria patologia o disfunzione.



Dott. Alessandro Di Gregorio



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