31 Marzo 2020, 10:49
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Il sistema immunitario: il corpo sceglie la vita

Il sistema immunitario è l’insieme di organi, cellule e mediatori chimici, deputato a proteggere il corpo da “aggressori” esterni e interni.
Nel suo insieme può essere descritto, pertanto, come una complessa rete integrata, rappresentata da:

Le sue funzioni principali sono:

  1. Proteggere l’organismo da agenti patogeni (virus, batteri, funghi… tutti gli invasori esterni che causano malattia)

  2. Rimuovere le cellule dei tessuti danneggiati, o morti, e i globuli rossi invecchiati

  3. Riconoscere e rimuovere le cellule anomale (cellule tumorali o neoplastiche)


ll sistema immunitario risponde alle “invasioni” grazie a due tipi di risposta, una Innata e una Acquisita, entrambe coinvolgono diverse sottopopolazioni di globuli bianchi






Quando un microorganismo estraneo penetra nel nostro corpo, le cellule sentinella (macrofagi e cellule dendritiche) organizzano velocemente, nella zona d’ingresso, una risposta di difesa, con l’obiettivo di distruggere l’aggressore.
Sia con l’attivazione della risposta Innata, che con quella Acquisita, le cellule del sistema si moltiplicano in milioni, fino a miliardi, così da poter creare un’azione efficace. La comunicazione tra le cellule delle diverse sottopopolazioni è garantita da citochine e linfochine, proteine prodotte dalle cellule stesse, fondamentali nell’assicurare un’azione coordinata e sinergica.
A seconda della virulenza dell’aggressore e la necessità del momento, il Sistema Immunitario, in buona salute, è in grado di cambiare strategia, avvalendosi di diverse risorse, in diversi steps.
La risposta immunitaria, infatti, è il risultato di reazioni a cascata, che si svolgono progressivamente e nel tempo.
Il sistema linfatico e i suoi organi sono responsabili della sorveglianza dei tessuti e soprattutto delle mucose (porte di comunicazione tra corpo e ambiente: sistema RESPIRATORIO; gastro-intestinale, uro-genitale) e forniscono il “luogo” in cui gli antigeni (molecole di riconoscimento) degli invasori incontrano le cellule immunitarie. Grazie a questa interazione, le cellule dell’immunità, i linfociti in particolare, possono sensibilizzarsi, essere attivati e differenziarsi.
Nei linfonodi, poi, vengono prese tutte le decisioni che regolano il processo e, sempre al loro interno, si innescano le reazioni specifiche.
La principale reazione, attraverso cui si esprime il concerto delle cellule immunitarie, è l’Infiammazione. L’Infiammazione è PERTANTO un MECCANISMO DI DIFESA e, come tale, è opportuno conoscerlo e non ostacolarlo, se non nei casi in cui cessa di essere risorsa e si trasforma, esso stesso, in malattia.

Un approccio medico valido, sia in chiave preventiva, che curativa, non può esimersi pertanto dal sostegno del sistema immunitario.
Se il sistema immunitario funziona adeguatamente non ci si ammala e se, invece, malauguratamente, perché per esempio si incontra un patogeno molto infettivo e virulento, ci si dovesse ammalare, il corpo avrà in sé le risorse per guarire.
La cura esclusiva del sintomo a cui siamo abituati, invece, è nata dalla cultura dell’ “anti”: anti-infiammatori, anti-biotici, anti-virali…
Ma purtroppo, così facendo, è stato sottratto al corpo il ruolo di protagonista nel processo di guarigione. Si è esposto il corpo, e si continua a farlo, alla mercè di farmaci che spesso favoriscono la cronicizzazione del processo infiammatorio, indebolendo il sistema immunitario e favorendo l’instaurarsi di quadri pluri-patologici.
E’ allora opportuno ritrovare una cultura clinica a favore della vita e delle sue risorse, una cultura “PRO BIOS”.
Studi importanti, per esempio, dimostrano come vitamina D e microbiota intestinale svolgano un ruolo fondamentale nella salute dell’intero organismo e, in particolar modo, siano fondamentali nel mantenere l’efficienza del sistema immunitario.
La scuola omotossicologica sensibilizza da sempre alla cura dei sistemi emuntori, composti dagli organi che eliminano le sostanze tossiche dal corpo (fegato, pelle, polmoni, intestino, rene), cosi da permettere ai segnali, alle informazioni che le cellule si scambiano continuamente, di trovare l’ambiente, il milieu adeguato.

In un momento complesso, come quello attuale, potremmo riflettere sulle nostre risorse (corpo, mente, spirito) e prodigarci per una medicina, che non si sviluppi solo in un’ottica farmacologica, ma che sostenga anche e soprattutto il buon terreno, l’intelligenza del corpo e le strategie che esso stesso ha rielaborato a favore della vita.

Dott. R. Gagliardo


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Foto di HeungSoon da Pixabay